Tuesday, 22 October 2013

Le Lasagne autunnali con la zucca / Jesienna lasagna z dynią


Amo l'autunno: i suoi colori caldi delle foglie che cadono, i profumi di terra, funghi e di vino che si sentono nell'aria, il sole caldo ma non bollente e le giornate di pioggia quando rimani a casa sotto una coperta con una tazza di tè caldo o ancora meglio di cioccolato caldo. Mi piacciono le mele, le castagne, i funghi, i tartufi e le zucche con le sue forme e colori. Amo le verdure autunnali e vari modi di prepararli. Sarà che mi sento a mio agio con le ricette autunnali, visto che la cucina polacca ne abbonda o forse perché sono nata in una bella giornata autunnale... Comunque sia, questa volta ho improvvisato la lasagna con la zucca e pancetta senza ispirarmi ad una ricetta precisa, per cui spero Vi piaccia! 


INGREDIENTI per 4 -5 persone:
  • pasta per lasagne (io ho usato metà confezione di lasagne all'uovo di un'azienda che preferisce la famiglia tradizionale :))
  • 350 g - 400 g di zucca
  • 1 piccola cipolla gialla
  • 150 g di pancetta a dadini
  • 1 rametto di rosmarino fresco
  • 200 g di ricotta
  • parmigiano q.b.
  • 1 litro di latte
  • 2 cucchiai di burro
  • 4-5 cucchiai di farina
  • 1 pizzico di noce moscata
  • manciata di semi di zucca
  • olio e.v.o.
  • sale q.b.
PREPARAZIONE:

Per il ripieno ho tritato la cipolla e l'ho soffritta in padella con un filo d'olio, ho aggiunto la zucca tagliata a cubetti, ho salato e fatto stufare il tutto con il coperchio. Ho aggiunto qualche fogliolina di rosmarino. 

In una pentola ho preparato la besciamella con 1 litro di latte: ho sciolto due cucchiai di burro, ho versato 4-5 cucchiai di farina sempre mescolando. Ho abbassato il fuoco e ho versato a filo il latte senza smettere di mescolare. Quando il composto di burro e farina si era ben sciolto nel latte, ho alzato un po' la fiamma e ho continuato a girare. Ho condito la besciamella con il sale e con la noce moscata appena grattugiata. Dopo qualche minuto la besciamella comincia ad addensarsi e a questo punto si può spegnere. Ho coperto la besciamella con il coperchio.


In una padella ho soffritto la pancetta (senza aggiungere altro grasso) a fiamma abbastanza vivace finché il grasso non si è sciolto e la pancetta è diventata croccante. Durante la cottura ho coperto la pancetta con il para-schizzi. Ho filtrato la pancetta con l'aiuto di un colino per eliminare il grasso. 

A questo punto ero pronta per "montare" la lasagna. Sul fondo ho distribuito uno strato di besciamella, poi uno strato di pasta, sopra il quale ho disposto la zucca, la pancetta e qualche cucchiaino di ricotta; ho versato un mestolo di besciamella, ho salto e ho grattugiato un po' di parmigiano. Ho continuato in questo modo finché ho finito tutta la zucca, ma ho lasciato da parte un cucchiaio di pancetta croccante. L'ultimo strato è stato ricoperto di besciamella e parmigiano grattugiato. Ho infornato la lasagna per 20 minuti a 175°C. Circa 5 minuti prima della fine della cottura ho cosparso la lasagna con i semi di zucca tostati e con la pancetta croccante. 

Prima di servire la lasagna l'ho fatta riposare fuori dal forno per ca. 5 minuti per farla "assestare". In questo modo è più facile tagliarla. Giusto il tempo per fare qualche foto :)


Che ne pensate? Avete un'altra ricetta per le lasagne con la zucca? So che alcuni usano la polpa di zucca schiacciata, ma mi piaceva l'idea di vedere dei bei cubetti arancioni.

Tuesday, 8 October 2013

Dove mangiare a Cracovia? / Gdzie dobrze zjeść w Krakowie? - Parte 1


 
Di dove sei? 
Polacca. 
Come il Papa... (non serve dire quale)
... :)
Lui era di Cracovia, vero? 
Si, dei dintorni.
E tu, di dove sei?
Io dalle parti di ... (non mi dilungo nelle spiegazioni).... ma ho studiato a Cracovia.
E com'è Cracovia?
Molto bella... ci vengono tanti italiani... 
E come si mangia in Polonia? 
(c'è chi salta subito a questa domanda :))
...


Si arriva sempre alla domanda sul cibo... :)  e quindi visto che vanto una certa esperienza, ho pensato: perché non fare un mini dossier dei ristorantini di Cracovia, dove (secondo me) vale la pena di andare a mangiare...? Chiaramente parliamo della cucina polacca, perché parto dal presupposto che meglio mangiare i piatti locali che andare a cercare la carbonara a Cracovia... :)

Ci tengo a sottolineare che non faccio pubblicità ai locali, ma descrivo le mie impressioni dei ristoranti che conosco e dove ho mangiato, perché credo che possa tornare utile a chi ha intenzione di andare a Cracovia. 

Le foto provengono da internet o dai siti dei ristoranti.


Trattoria "Zapiecek" 


E' un piccolo bar al centro di Cracovia con pochi tavoli. Servono i pierogi migliori della città di tutti i gusti possibili, anche da portar via. Vi consiglio il mix tradycyjny con il barszcz da bere. Con una porzione puoi pranzare benissimo spendendo meno di 5 euro. "Zapiecek" è aperto 24h, quindi se vi scappa di mangiare dei pierogi alle 3:00 di notte,sapete dove andare... :)
Ecco il sito.

Ristorante "Miód i Wino" (miele e vino)


Il ristorante è situato accanto alla trattoria "Zapiecek" (che in realtà è una "filiale" del ristorante) e fa la cucina nobile polacca. I camerieri sono vestiti come l'aristocrazia polacca del XVI - XVIII secolo e c'è un gruppo folcloristico che suona la musica antica. Se volete vedere un po' di scena, ordinate la carne sulla sciabola o l'anatra che viene tagliata a metà con un'ascia. Il servizio di questi piatti è molto scenografico, non dico altro... Passando al cibo, perché è quello che ci interessa di più, è la cucina tradizionale polacca, ricca di carni, zuppe, patate, verza, funghi e molto abbondante. Con ca. 20 euro a persona mangerete di tutto. E come dolce Vi consiglio la pera con la salsa di vaniglia... quasi come la mia :)))
Visitate il sito.

Ristorante "Wesele" (nozze)

Il nome è tutto un programma: le nozze. :) Il ristorante è arredato in uno stile unico, antico e moderno allo stesso tempo. Troverete ghirlande con le mele e fiori secchi, fili di perline rosse di legno e un'atmosfera rustica in piena città. La cucina è tradizionale, ma ricercata piena di abbinamenti tra carne e frutta, dolce e salato. C'è un'ampia scelta di carni (cacciagione, carne ripiena, involtini ecc.), contorni e altri piatti tipici. Per una cena o un pranzo bastano anche 15-20 euro.
Il menù più dettagliato (anche in inglese) è pubblicato sul sito.

Ristorante "Grande Grill - Steakhouse&Bar"

C'è poco da dire, se avete voglia della carne alla brace, questo è il posto giusto. Situato nella Piazza del Mercato (di fronte a "Wesele"), il ristorante offre una cucina più moderna e internazionale. Ci sono più ambienti: i tavolini in piazza, il cortile e la sala. Come aperitivo potete assaggiare il pane con il burro all'aglio o una torta salata e poi c'è... di tutto sulla brace: bistecche, spiedini, hamburger, pollo, agnello, capriolo... e anche la bistecca di squalo... :) La carne è davvero buona e cucinata bene, quindi ve la consiglio. Il costo per un pasto completo si aggira sempre sui 15 -20 euro (dipende se prendete il pollo o l'agnello, ovviamente :) ).
Guardate le foto dei piatti qui e... leccateVi i baffi!


to be continued...

Wednesday, 2 October 2013

Kluski śląskie / Gnocchi della Slesia


A volte gli impegni della vita quotidiana ti rubano tutto il tempo e quando te ne liberi non hai più forza per fare altro... e io sono stata molto impegnata: lavori in casa (finalmente non ho più le mattonelle rosa - grigio nel bagno!!!), un paio di viaggi in Polonia, e poi il lavoro, parenti, amici... e qualche problemino di salute... cmq, alla fine ce l'ho fatta e sono di nuovo qui con una nuova ricetta per Voi. :)

Quando torno dalla Polonia ho sempre voglia di cucinare i piatti polacchi. Mi prometto ogni volta che cucinerò più zuppe, che qualche volta farò i "pierogi" (anche se non sono molto brava) e il "bigos"... Sull'onda di quest'entusiasmo ho cucinato "kluski śląskie".


Io vengo dalla Bassa Slesia, la regione al Sud - Ovest della Polonia e da noi questo piatto viene preparato molto spesso come contorno (al posto delle patate) o come piatto principale accompagnato con un sugo di funghi o di carne. Se verranno servite come contorno è meglio farle più piccole. La ricetta e la preparazione sono molto semplici e il piatto è abbastanza leggero (ovviamente dipende dal sugo :)).


INGREDIENTI per 4 persone o due affamate :)
  • 1 kg di patate
  • 250 g di fecola di patate
  • sale q.b.
  • olio e.v.o.
PREPARAZIONE:

La sera prima ho sbucciato e cotto le patate nell'acqua salata. Potete anche farlo qualche ora prima, basta che le patate non siano troppo bagnate. Ho schiacciato le patate, le ho unite alla fecola e ho impastato tutto con le mani finché i due ingredienti erano ben amalgamati. Ho formato le palline della grandezza di una noce, le ho schiacciate e ho praticato un buco con il manico del cucchiaio di legno (non so perché si fa, ma è la caratteristica di kluski). Attenzione: il buco non deve attraversare la kluska (tipo ciambella). Infine, ho cotto le kluski nell'abbondante acqua salata con un filo d'olio (così non si incollano). Il tempo di cottura è di 2 minuti da quando emergono sulla superficie dell'acqua. Io ho servito le kluski con il sugo di funghi secchi, ma potete fare un altro sugo (anche il ragù ci starebbe benissimo). 


Le kluski sono molto morbide, si sciolgono in bocca. C'è chi aggiunge all'impasto l'uovo o la farina, ma la farina le rende troppo dure, quindi Ve lo sconsiglio.

Thursday, 28 March 2013

Monday, 18 March 2013

Gentlemen Prefer Blondes... ;)


Devo fare mea culpa... di nuovo :) Sono mancata per un bel po', la costanza non è proprio il mio forte... e in questo periodo sono un po' indecisa su "che cosa fare da grande"... o forse da vecchia visto che grande lo sono già... Ma dopo aver riflettuto e considerato varie possibilità, l'unica conclusione sensata è che se ci si preoccupa troppo del futuro, non ci si gode il presente... e anche nel presente ci sono tante cose belle...

Per confermare questa tesi e per staccare un po' ho passato un bel weekend a Parigi. Ho fatto più di 25 km a piedi in due giorni... (controllato con google maps :)) aggiungerei con gli stivali, quindi sono tornata a Roma abbastanza provata, ma contenta. Inutile dire che ho mangiato le crepes, i macarons, la fonduta, le baguette e brioches, il paté, le quiche e le tarte... considerando che ci ho passato solo un weekend ho dato il meglio di me :)) e ho trovato una rivista culinaria che mi piace da morire! Si chiama "Marmiton" che dovrebbe significare "aiuto cuoco" e il numero di marzo parlava di "chocolat"...



Devo confessare: non sono una grande amante dei dolci al cioccolato... non mi piacciono dolci troppo pastosi, cioccolatosi e troppo dolci, ma quelli al cioccolato bianco sì. In breve, io preferisco i blondies... e Voi? Una volta ho visto alla TV Gordon Ramsay che preparava questo dolce, non so se la sua ricetta era diversa, ma mi ricordo che lui metteva il cioccolato tritato. Infatti, ho sciolto nel burro solo 100 g di cioccolato e ho tritato i restanti 100 g (secondo la ricetta bisogna usare 180 g di cioccolato, ma io ho messo 200g). In questo modo quando mangiate i blondies ancora caldi trovate i pezzettini di cioccolato fuso...


Ho ancora parecchie ispirazioni della mia rivista francese (très chic ;)) e poi devo rifare tanti piatti che ho assaggiato a Paris... quindi mi sa che abbandonerò per un po' la cucina polacca... anche se nella cucina polacca ci sono tantissime ispirazioni francesi... À bientôt!

 

Wednesday, 13 February 2013

"Nowa Prowincja"... che bei tempi...


Questo è un post nostalgico...Vagando per internet e facebook, mi sono imbattuta nelle foto della nuova sala della mia caffetteria preferita... "Nowa Prowincja"...

Per chi è stato a Cracovia o per chi ha avuto la fortuna di viverci queste due parole vogliono dire tutto: vecchi mobili, sedie spaiate, collezione di vecchie sveglie, cornici antiche, rametti di lavanda appesi al soffitto, la buonissima torta al limone, il cappuccino di un litro (o quasi), la cioccolata calda più buona del mondo... e ore e ore passate lì con degli amici ... o con degli appunti cercando di prepararsi per qualche esame...

Questa è la facciata prima del restauro. Per chi, come me, ama tutto quello che è vintage e shabby, era il simbolo di questo posto bellissimo. Purtroppo a qualcuno è venuta in mente l'idea di restaurare la facciata... E' vero che il nome Nowa Prowincja (nuova provincia) lasci immaginare qualcosa di nuovo, ma non fino a questo punto! Infatti dopo che ho pubblicato la nuova foto del locale su FB, ci sono state voci che proponevano "l'azione popolare di staccamento dell'intonaco del palazzo"... :) Sfortunatamente si vede che non si sono trovati abbastanza uomini volenterosi a staccare l'intonaco dalla facciata con le proprie mani :) e quindi adesso la Nowa Prowincja vanta questa facciata...  


Certo, per calmare gli animi indignati, hanno fatto sulla parete questa miniatura e per fortuna è stata lasciata la scritta originale... o quasi... A proposito di questa foto, ma non sono meravigliosi questi vecchi banchi? Secondo me avranno minimo cent'anni... c'è anche il posto per il calamaio...



Gli interni sono della sala al piano di sopra appena ristrutturata, la sala da tè... Ce l'hanno proprio con questo posto! Perché il fascino di Nowa Prowincja è quello di cose un po' rovinate, trascurate, vecchie, piene di polvere, se volete shabby chic... perché ristrutturarle... ?

Durante l'università ci passavo molto spesso, a volte a prendere il caffè con qualche amica (fanno veramente un buon espresso), altre volte per ripassare gli appunti tra un corso e l'altro. A volte ci andavamo con qualche professore... In Polonia si usa che una volta a semestre il gruppo (al solito sono di una ventina di studenti in ogni gruppo) può invitare il professore a prendere il caffè invece di fare la lezione. Si fa un po' per "corrompere" il professore, un po' per conoscerlo e per farsi conoscere e per fare qualche discorso da "intellettuali"... che si addice proprio bene ad un posto così...  Visto che da noi la presenza è obbligatoria, è un modo per non fare il corso, ma senza avere un'assenza... Bei tempi!


Ho un amica, una tipa chic e moderna, di Varsavia (e questo la dice lunga... :))) che non voleva mai venire in Prowincja, preferiva i posti più alla moda, ma alla fine cedeva sempre. "Va bene", diceva, "andiamo in questa tua prowincja impolverata." :) Del resto ero io "la direttrice" :)

Devo dire che questo post più che nostalgico è stato terapeutico, perché mi ha proprio tirato su e insieme ad una bella tazza di tè caldo mi ha fatto stare bene... Chissà se qualcuno è arrivato a leggerlo fino alla fine... :)

Un avviso di servizio: chiunque conosca un posto a Roma che possa colmare il vuoto lasciato da Nowa Prowincja, è pregato di mettersi in contatto con "la direzione" :)


Ecco qui il link del sito di Nowa Prowincja.

Wednesday, 23 January 2013

Piernik staropolski, cioè il dolce natalizio polacco per eccellenza

Polska wersja

Quanti piatti conoscete che hanno bisogno di una lunga preparazione? E che cosa intendete per "lunga"? Il giorno prima della cottura come per le carni marinate, due giorni prima, forse una settimana? Beh, questo dolce batterà sicuramente tutti i record, perché l'impasto va preparato 4-6 settimane prima della cottura! Stiamo parlando di "piernik staropolski" (piernik antico polacco). Certo non è che dobbiamo impastarlo per quattro settimane, ma bisogna iniziare la preparazione ca. 5 settimane prima di poterlo servire. In pratica facciamo l'impasto minimo 4 settimane prima e lo facciamo "maturare" in un luogo fresco (cantina o frigo), dopo lo cuociamo e lo facciamo ammorbidire per ca. 4-5 giorni... Tutto il processo richiede molto tempo, ma in realtà non è molto impegnativo e soprattutto ne vale la pena!


CURIOSITÀ':

Il "piernik" è un dolce speziato, tipico della Polonia e della Germania che assomiglia ai mostaccioli. I "piernik" più famosi vengono da Toruń (la città di Copernico) in Polonia e da Norimberga e la loro storia risale al Medioevo, ma il pane di farina e miele veniva usato sul territorio della odierna Polonia ancora ai tempi precristiani, soprattutto per dei riti pagani. Infatti, il miele ha sempre simboleggiato salute, prosperità e dolcezza, insomma era un buon auspicio ed era anche un ingrediente economico al contrario dello zucchero. 

Verso la fine del '300 si sviluppò il commercio delle spezie dall'Oriente e delle vie commerciali attraversavano anche la Polonia e toccavano Toruń per andare a Danzica. A quell'epoca all'impasto di farina e miele furono aggiunte le spezie: cannella, zenzero, chiodi di garofano, anice stellato, cardamomo e pepe. Ogni "piernikarz" (il nome per il "panettiere" che aveva la bottega dei "piernik") custodiva gelosamente la sua ricetta. Grazie a queste - allora preziose - spezie il piernik diventò un simbolo di ricchezza. Basta pensare che l'impasto per il piernik faceva parte della dote di una ragazza! Infatti si usava preparare l'impasto per il piernik il giorno di nascita della bambina, dopo l'impasto "riposava" fino al giorno delle sue nozze (cioè ca. 18-20 anni) quando finalmente veniva cotto. Questo la dice lunga sulla conservazione dell'impasto (sia cotto che crudo) che è veramente lunghissima.

La produzione di piernik contribuì molto allo sviluppo economico della città di Toruń, dove fin oggi vengono prodotti i "pierniczki" (biscotti più piccoli dello stesso impasto). A Toruń si trova anche "Żywe Muzeum Piernika" il museo "vivo" interattivo di "piernik", dove si può partecipare alla preparazione dell'impasto, la formazione e la cottura dei biscotti "pierniczki".


La ricetta viene dal sito Moje Wypieki.

INGREDIENTI per l'impasto:
  • 1 kg di farina 00
  • 0,5 kg di miele
  • 2 bicchieri di zucchero
  • 250 g di burro
  • 3 uova
  • 3 cucchiaini di bicarbonato
  • mezzo bicchiere di latte
  • mezzo cucchiaino di sale
  • da 80 g a 120 g di spezie per il piernik (ricetta sotto)
  • un vasetto grande di confettura di prugne
 INGREDIENTI per il misto spezie (pestare o tritare tutte a polvere):
  • 50 g stecche di cannella
  • 20 g zenzero secco
  • 15 g chiodi di garofano
  • 15 g cardamomo
  • 10 g noce moscata
  • 10 g pimento
  • 10 g pepe nero (ho messo di meno)
  • 5 g di semini di anice stellato (a me non piace) 

PREPARAZIONE:

Ho riscaldato in un pentolino il miele, lo zucchero e il burro fino a farli amalgamare bene, ma senza far bollire il composto. Ho fatto raffreddare la crema di miele e burro e ci ho aggiunto la farina, le uova, il bicarbonato sciolto nel latte, il sale e le spezie. Ho lavorato bene l'impasto e l'ho versato in una pentola di terracotta (va bene anche una pentola smaltata o un altro contenitore, ma non di plastica, alluminio o rame!). A questo punto l'impasto ha la consistenza dello yogurt. Ho coperto la pentola con un panno e l'ho fatto riposare in frigo per 6 settimane (bastano anche 4). 

Dopo 4 settimane...

Ho cosparso un piano di legno di farina e ho tolto l'impasto dalla pentola. A questo punto l'impasto è solidificato e ha la consistenza di pasta frolla (più o meno). L'ho diviso in tre parti uguali pesando ogni parte. Ho messo due parti in frigo per non far riscalda troppo l'impasto che poi diventa appiccicoso. Ho steso il primo rettangolo della misura precisa della teglia, nel mio caso ca. 45 cm x 30 cm. Ho foderato la teglia di carta da forno (anche i lati!) e ho cotto il primo piernik per ca. 20 minuti a 180° C a forno già caldo. Ho tolto il piernik dalla teglia insieme alla carta e l'ho fatto raffreddare su una griglia. Ho ripetuto questo procedimento altre due volte.


Una volta che i tre strati erano freddi, ho spalmato il primo strato con della confettura, l'ho coperto con il secondo strato e ho ripetuto l'operazione. Ho inserito il piernik di nuovo nella teglia (foderata di carta da forno) che a questo punto era più bassa del piernik. Ho coperto il dolce con la carta da forno e ci ho messo sopra un tagliere più grande della teglia e dei dizionari di latino e greco (quelli più pesanti:)). Ho usato un tagliere grande per avere solo una superficie a contatto con il dolce (altrimenti si creano delle pieghe) e ho distribuito uniformemente i pesi, cioè i libri. Se i pesi non sono distribuiti uniformemente, una parte del dolce può venire più bassa dell'altra. Ho lasciato riposare il piernik così "combinato" in un luogo fresco per 4 giorni (non è necessario metterlo in frigo, basta una cantina o una stanza più fresca). Dopo il primo giorno il piernik è "sceso" un po' ed è diventato della stessa altezza della teglia, quindi per continuare a schiacciarlo ho tolto il tagliere e ho distribuito i libri (sempre uniformemente!) direttamente sul dolce (coperto di carta da forno ovviamente).

Dopo quattro giorni ho preparato la glassa con una bustina di zucchero a velo e un paio di cucchiai d'acqua (precedentemente bollita e raffreddata) e ho ricoperto il piernik. Invece della glassa potete anche usare il cioccolato fondente, ma il piernik con la glassa si conserva più a lungo. Generalmente il piernik ha una lunga conservazione. Io l'ho mangiato per quasi due settimane... :)

L'impasto per il piernik già maturo / Dojrzale ciasto na piernik
Beh? Che ne dite?

Friday, 18 January 2013

Kutia...

Polska wersja

Ci sono dei piatti che richiedono la collaborazione e il coinvolgimento di tutti i membri della famiglia. Non perché siano particolarmente difficili da preparare, ma perché la loro preparazione ha un carattere simbolico, segnala che il Natale è alle porte e dà un senso di famiglia e di unità. Uno di questi piatti è la "kutia", cioè il dolce di grano cotto, il papavero, il miele e tanta frutta secca. La preparazione non è complessa, ma è più bello e più divertente se preparata in tanti. Perché ci vuole uno che taglia a dadini la frutta secca, un altro che trita le noci, un altro ancora - preferibilmente uno forte :) - che pesta il papavero e poi ci vuole chi dice se le noci vanno tritate più finemente e se il papavero è già abbastanza morbido e ovviamente ci vuole uno (almeno uno) che assaggi...


INGREDIENTI
  • 200 g di grano (crudo)
  • 200 g di semi di papavero
  • 200 ml di miele
  • 50 g di uvetta
  • 100 g di mandorle dolci senza pelle
  • 100 g di noci
  • 4-5 albicocche secche
  • 6 datteri
  • 5 fichi secchi
  • scorza grattugiata di un limone
  • 40 g scorza di arancia candita
  • latte q.b. 
La preparazione natalizia della "kutia" con la partecipazione di quasi tutta la famiglia. :)

I miei nonni hanno pulito il grano, l'hanno sciacquato e messo in ammollo per qualche ora. Dopo l'hanno sgocciolato, ricoperto d'acqua pulita e cotto per ca. 3 ore finché non è diventato morbido (ma non scotto). Hanno sgocciolato il grano cotto, l'hanno fatto raffreddare e l'hanno portato a noi. 

Ho cotto il papavero ricoperto di latte per ca. 15 minuti, mentre mia sorella tagliava a pezzettini le albicocche, i datteri e i fichi secchi. Mentre il papavero cuoceva, ho tritato non troppo finemente le noci e le mandorle. Ho usato il tritatutto, ma si può fare anche con il coltello. Ho scolato il papavero, l'ho inserito in makutra (una specie di grande mortaio di terracotta con le pareti interne ruvide) e l'ho fatto pestare a chi non stava facendo niente... . Non poteva capitargli un compito più tradizionale e anche più duro... perché il papavero va pestato con un grande pestello di legno abbastanza a lungo e con forza per farne uscire il succo bianco e per farlo ammorbidire. Ho sbollentato l'uvetta e ho grattugiato la scorza di un limone. Dopo aver ottenuto il parere favorevole di mio padre sulla consistenza di papavero e un "ok" di mia mamma sulla grandezza dei granelli di noci e mandorle, abbiamo unito tutti gli ingredienti e mia sorella ha condito il tutto con del miele.

Per precisare, l'abbiamo assaggiata tutti :)

Makutra

CURIOSITA'

La "kutia" ha anche un significato simbolico e deve essere un buon auspicio per tutto l'anno. Infatti il miele simboleggia la salute, il grano la vita e la prosperità e il papavero la pace, la calma e anche il sonno profondo. Secondo alcune fonti la "kutia" simboleggia l'unità tra il mondo dei vivi e quello dei morti. Infatti tutti i piatti serviti durante la cena di vigilia avevano una carattere simbolico che faceva riferimento a delle credenze popolari (non proprio religiose). Non mancavano anche dei riferimenti ai defunti della famiglia; infatti una volta si usava aggiungere dei coperti per le persone defunte della famiglia per poter "cenare insieme" ancora una volta. 

Tuesday, 8 January 2013

Natale in Polonia


Tym razem zamiast polskiej wersji dodam oddzielny post o Bożym Narodzeniu we Włoszech. W tzw. międzyczasie życzę wszystkim szczęśliwego Nowego Roku!

Buone Feste fatte, Buon Anno e tanti auguri a tutti! Che duro rientrare dopo una lunga vacanza! Mi sento come se fossi appena tornata da Marte... e sto già contando i giorni per le prossime feste, i ponti o almeno il prossimo weekend... Intanto, per prolungare l'atmosfera natalizia, ho preparato un post sul Natale polacco.


LA VIGILIA DI NATALE

La parte più tipica del Natale in Polonia è la Vigilia. Durante tutto il giorno ci si prepara per la sera, quindi nelle case polacche e soprattutto nelle cucine c'è un grande fermento. Solitamente, tutta la famiglia partecipa alla preparazione, perché i piatti sono tanti e abbastanza complessi. Ma la preparazione di alcuni dei piatti più tipici inizia già settimane prima di Natale: l'impasto per il piernik (il dolce tipico molto speziato) viene preparato 4-6 settimane prima, il preparato acido per il barszcz viene messo a macerare qualche settimana prima di Natale e i pierniczki (i biscotti tipo mostaccioli) devono essere cotti ca. 2 settimane prima delle feste, perché devono riposare per ammorbidirsi. 


Il menu della Vigilia dovrebbe essere composto di 12 piatti come 12 Apostoli e 12 mesi dell'anno, ma al solito per arrivare a questa cifra si contano anche l'acqua e il pane. 

Il menu della Vigilia di casa mia:
  1. barszcz da bere (cioè scolato) con uszka (simili ai tortellini) ripieni di verza e funghi,
  2. pierogi (ravioli) ripieni di patate e formaggio;
  3. pierogi ripieni di verza e funghi;
  4. sugo di funghi secchi;
  5. il pesce, solitamente la carpa, in tranci fritto; 
  6. le ciambelle (polpette con ul buco) di pesce;
  7. la crema di rafano per condire le polpette di pesce;
  8. cwikla - la crema di rafano e barbabietole;
  9. kompot z suszu - la bevanda fatta a base di frutta secca (mele, pere, prugne ecc.) e spezie (cannella, chiodi di garofano ecc.);
  10. kutia - dolce di grano cotto, papavero e frutta secca.

Come vedete, senza pane e acqua non arriviamo a 12... Tra i piatti tipici della Vigilia c'è anche la zuppa di funghi secchi, i piselli con la verza (in alcune parti della Polonia), il pesce in gelatina o altri, ma non vengono preparati in tutte le case polacche. 

Durante tutto il 24.12., incluso il cenone, non si bevono alcolici (neanche il vino a tavola!) e non si mangia la carne.

Un'usanza tipica polacca è quella di mettere il fieno sotto la tovaglia prima della cena (foto in alto). Ovviamente il fieno deve ricordare la stalla, in cui nacque Gesù. Una volta dopo la cena si cercavano anche dei presagi nella lunghezza e nel colore delle erbe del fieno tirate da sotto la tovaglia.

La cena inizia con l'apparire della prima stella che simboleggia la stella di Betlemme, quindi abbastanza presto (verso le 18.00). Prima di mettersi a tavola, il più piccolo, più anziano o il padre o la madre di famiglia leggono un brano della Bibbia che narra la nascita di Gesù. Dopo ci si divide l'ostia portata apposta dalla chiesa e ci si fanno gli auguri, tutti con tutti. Ogni persona prende un pezzettino dell'ostia da chi gli sta facendo gli auguri e poi ricambia. E' un momento molto bello o spesso commuovente, quando le persone si dicono le cose dal profondo del cuore, ci si concilia e ci si perdonano dei torti.


Dopo gli auguri, ci si mette a tavola. Tutti i piatti, a parte i dolci, vengono serviti insieme. Per questo motivo la cena dura spesso poco, perché dopo tutto il giorno di quasi digiuno e di "corse", si spazza via tutto in pochissimo tempo. Diciamo che abbiamo finito, prima che i parenti a Napoli avessero buttato la pasta per gli spaghetti con le vongole. :)

Dopo la cena, almeno a casa mia, si passa nel salotto, dove si servono i dolci, il tè e il caffè. I principali dolci natalizi sono il già nominato piernik (su cui torneremo a breve...), il makowiec (dolce con il papavero) e in alcune parti della Polonia la kutia



Dopo o durante il dolce vengono distribuiti i regali. Il più piccolo (anche se ventenne:)) della famiglia prende i regali uno ad uno da sotto l'albero e lo porta al destinatario. Al solito il regalo viene scartato, commentato e a volte anche fotografato (insieme alle facce del destinatario) e solo dopo si può proseguire con i prossimi doni. E' un modo per far sentire che anche il più modesto regalo è importante e per dare al "Babbo Natale" la soddisfazione e la possibilità di capire se il regalo era gradito. 


Distribuiti i doni è il momento dei canti natalizi come "Cicha noc" ("Silent night") e molti altri... beh, io non so cantare, ma in quell'occasione ci provo. :) A mezzanotte, chi ha resistito, può andare in chiesa a seguire la Pasterka, cioè la "messa dei pastori".

L'ALBERO DI NATALE

Solitamente il 24.12. si prepara anche l'albero di Natale che viene tolto solo a fine gennaio. Nella maggior parte delle case polacche, e soprattutto nella mia, l'albero deve essere rigorosamente fresco. Lo so, non è ecologico, ma è la tradizione. Poi gli alberi vengono comprati nei vivai, dove vengono coltivati appositamente. Guai a chi si va a tagliare un albero nel bosco! Potrebbe ricevere una bella multa da mio padre :) L'albero a casa mia o è dal vivaio e quindi è bello, fitto e regolare o se no è "ecologico", cioè l'abete più brutto, più "spelacchiato" e storto che ci sia che "tanto dovrebbe essere tagliato", perché cresce troppo in mezzo agli altri ecc. ecc.... insomma, addobbarlo è un'impresa... ma è sempre meglio di uno finto :)


Tradizionalmente sull'albero di Natale venivano appese le noci, le caramelle (quelle confezionate), i pierniczki, anche le piccole mele e gli addobbi fatti a mano. Adesso si usano più addobbi comprati, ma le persone anziane ci appendono ancora le caramelle... E' bello andare a scegliersi una caramella dall'albero... Lo faccio ancora quando vado dalla nonna... :) Mi prometto sempre che un giorno devo fare un albero tradizionale con tutte queste decorazioni naturali e commestibili.

In effetti una volta ci ho anche provato... Sul mio primo albero di Natale in Italia ho appeso dei biscotti simili ai pierniczki (comprati da Ikea), ma il giorno dopo li ho trovati tutti per terra... troppa umidità :)

Ce ne sarebbe tanto altro da raccontare sul Natale, tante tradizioni, storie, ricordi... ma per il momento potrebbe bastare :) Successivamente posterò qualche ricetta per i piatti natalizi polacchi.
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